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Punto e Virgola - L’uomo dei tuoi sogni
 
 
 
 

Immaginate la celeberrima “Germania - Grecia” dei Monty Python giocata fra i grandi nomi della letteratura e della poesia con “in maglia azzurra e pantaloncini bianchi la nazionale italiana e in maglia bianca e pantaloncini azzurri il resto del mondo”, ma, non solo, immaginate che a fare la cronaca di questa partita sia lui, LA voce del calcio in Italia: Bruno Pizzul.

No, non sono ubriaca, è come si presenta “L’uomo dei tuoi sogni” di Punto e Virgola (Gabriele Graziani e Alessandro Maltoni). Che detta così sembra una cosa assurda, e in effetti al primo play lascia, senza dubbio, sorpresi. Dalla sorpresa si passa però immediatamente all’interesse e dall’interesse al piacere. Perché è un disco bello, un disco che piace. Da subito.

Nelle undici tracce del loro primo disco si passa dal calcio al surrealismo e dall’iperrealismo all’onirico all’insegna di uno stile personalissimo.

Pezzi belli, pieni di poesia, intermezzati dalla voce di Pizzul che sembra un tramite tra il superuranico mondo della poesia e il fenomenico mondo del calcio. Un continuo dualismo di heideggeriana memoria, ma anche assonanze e giochi di parole. Un disco che è una montagna russa, capace di portare su in alto con delle divertite metafore come “3,14” dove una storia finita è vista come un’espressione matematica: “Andiamo a capo tanto poi si semplifica / andiamo a capo tanto poi c’è la maiuscola” e giù in basso, con la brutalità, ad esempio, di “1915” bellissimo inno contro la guerra: “Correva l’anno e correvo anch’io / dei miei vent’anni decido io / non voglio finire su qualche fronte / non ho nemici dall’altra parte”. Testi curati in ogni particolare e musica mai invadente e, anch’essa, sempre misurata in modo da fare da cornice a tutte queste storie.

La partita si chiude in un nulla di fatto, mentre il disco si chiude con una certezza: Punto e Virgola, sono un duo che è una bomba.

 

Flavia Dell'Ertole